Le tecnologie additive a supporto del settore biomedicale e non solo!

Brescia, 08/03/2021
Comunicato stampa

Le tecnologie additive a supporto del settore biomedicale e non solo!

 

Riccardo Trichilo, Presidente e CEO di CSMT Polo Tecnologico, ha aperto il seminario dedicato all’Additive Manufacturing introducendo gli ospiti e gli esperti delle tecnologie additive che si susseguiti durante l’incontro che ha visto culminare il confronto tra pubblico e privato in una tavola rotonda di alto livello.


Rompe il ghiaccio il mondo della ricerca, l’Università degli Studi di Brescia, con la dottoressa Paola Ginestra impegnata nello studio dei progressi delle tecnologie additive in campo biomedico. Si è partiti dalla definizione del concetto di Additive Manufacturing: il termine racchiude i processi finalizzati alla realizzazione di modelli e componenti appunto per addizione di materiale (layer by layer), partendo da un modello matematico tridimensionale. A differenza delle macchine tradizionali che operano per sottrazione successiva di materiale, i sistemi di AM fabbricano strati successivi costituiti di volta in volta da liquidi, polveri, fili o laminati. Strato dopo strato, queste macchine ricostruiscono il modello matematico di partenza (Layer Manufacturing). Una produzione sicuramente non semplice, che racchiude in sé enormi potenzialità di evoluzione e affinamento.


A seguire le professoresse Elisabetta Ceretti e Keren Zohar-Hauber hanno introdotto il Joint Innovation Program stretto tra Italia e Israele, che si è manifestato nel concreto in Optimib, progetto di ricerca e sviluppo industriale che vede il coinvolgimento oltre dell’Università degli Studi di Brescia e del corrispettivo ente di ricerca israeliano Technion, del polo tecnologico CSMT e dell’azienda privata KANFIT3D. L’obiettivo condiviso del progetto, volto recentemente al termine, è stata l’identificazione dei parametri di processo ottimali per la produzione di impianti in lega di titanio in grado di adattarsi perfettamente alle geometrie dei pazienti e con proprietà tali da prevenire il rigetto batterico.


Si è entrati poi nel vivo dell’incontro: a moderare la tavola rotonda di esperti AM, Paolo Folgarait, CEO di Seamthesis. Tra ricerca, innovazione e progetti di sviluppo delle tecnologie additive si è allargato lo sguardo oltre il settore biomedico.


La ricercatrice Bianca Colosimo, in rappresentanza e membro del comitato tecnico del MADE Competence Center, ha descritto la mission della fabbrica digitale e sostenibile che si pone come punto di riferimento per orientamento, formazione e progetti innovativi fondati sulle nuove tecnologie: da un lato con l’area virtual design e simulazione e dall’altro con quella legata alla produzione tra cui l’additiva abilitante. MADE mette a disposizione le competenze legate alla riprogettazione per l’additive, alla realizzazione di protesi, al redesign, alla prototipazione funzionale, ad un sistema di stampa, alla finitura e al controllo della qualità. Un insieme di strumenti integrati per riuscire ad accompagnare le aziende nel processo di produzione additiva al fine di agevolarli nella riduzione del time to market.


La parola è passata a Cristian Fracassi, CEO di ISINNOVA, azienda che si è distinta durante il periodo del Covid per la ”famosa” maschera respiratoria: creata partendo da una maschera da snorkeling, che è stata modificata grazie all’introduzione di una specifica valvola Charlotte agganciata nella parte alta dell’oggetto al posto del boccaglio. Il file 3d della maschera, reso disponibile gratuitamente, è stato il file 3d più scaricato nella storia della stampa 3d.


Gabriele Ceselin, CEO di AQM, si è soffermato sul tema dei controlli non distruttivi legati all’additive manufacturing, ovvero la verifica dell’integrità dell’oggetto senza danneggiarlo e comprometterne l’utilizzo finale. La lavorazione 3d, infatti, a differenza di quella meccanica non consente di ottenere un prodotto così liscio e preciso.


Dal macro al micro: è arrivato il momento della testimonianza di Stefano Linari fondatore e amministratore di Linari Nanotech, azienda specializzata in stampa di nano materiali e nano fibre. La loro produzione prevede un processo che è a metà tra un’estrusione classica e una verniciatura elettrostatica. Le loro apparecchiature producono un filamento nanometrico continuo sotto l’effetto di un campo elettrico che consente di plasmarlo in un tessuto non tessuto con uno spessore macroscopico e permettendo così la creazione principalmente di componenti per ingegneria tessutale.


Hanno terminato il seminario due importanti realtà attive nella promozione di innovazioni tecnologiche e digitali: innexhub e AFIL. Marco Libretti, direttore di innexhub ha spiegato in che termine l’associazione no profit si sta muovendo in campo Additive Manufacturing e può sostenere lo sviluppo del territorio con riferimento al settore biomedicale, confermandosi un elemento di connessione tra le imprese e il mondo della ricerca. Giacomo Copani, rappresentante del cluster regionale AFIL, ha descritto come il cluster può supportare la ricerca e l’innovazione della filiera lombarda creando un ambiente di facilitazione interconnesso: da un lato con le istituzioni regionali e dall’altro con iniziative europee e nazionali, anche globali. Nello specifico dell’AM ha in attivo da tempo una community dedicata che ha generato iniziative di grande valore per il manifatturiero lombardo.


A condurre le fila del pomeriggio Alberto Bonetti, Responsabile Project Funding CSMT. Per maggiori informazioni sull’area progetti finanziati e su come potere declinare le tecnologie oggetto dell’incontro nell’ambito di iniziative di innovazione finanziata tramite fondi regionali, nazionali ed europei, è possibile contattarlo ai seguenti riferimenti: E. a.bonetti@csmt.it – T. 342 8710060



 


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